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	<title>Scirocco News &#187; Francesco Bevilacqua</title>
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		<title>SANITÀ VV/ BEVILACQUA: SCONCERTA PROROGA 6 MESI SU COMMISSARIAMENTO AS</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 12:30:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;inversione di rotta in una sanità che soffre dei mali cronici di un settore ormai al collasso non è ancora arrivata. La popolazione vibonese, soprattutto dopo le molteplici difficoltà che negli ultimi anni si sono aggravate anche a causa di diversi episodi di malasanità, si sarebbe aspettata un forte segnale di discontinuità. In effetti, la nomina ministeriale della Terna arbitrale sarebbe dovuta andare proprio in questa direzione&#8221;.<br />
E&#8217; quanto afferma il sen. Francesco Bevilacqua che, in una nota, rileva che &#8220;appare davvero sconcertante la proroga di ulteriori sei mesi della gestione commissariale, soprattutto alla luce del fatto che l&#8217;azienda sanitaria locale seguita a non produrre i risultati per il raggiungimento dei quali si era reso necessario l&#8217;insediamento degli stessi commissari&#8221;.<br />
&#8220;A tutt&#8217;oggi, infatti &#8211; prosegue Bevilacqua &#8211; le disfunzioni pregresse si vanno a sommare a quelle attuali. Credo che da questa riflessione occorra partire per inquadrare il problema della gestione dell&#8217;Azienda sanitaria vibonese, ancora oggi priva di chiari obiettivi da perseguire e scarsamente produttiva. Intendendo per produttività non solo il controllo della spesa pubblica, ma anche un monitoraggio costante volto a verificare le esigenze dei reparti, ovviare alle carenze all&#8217;interno dei nosocomi, a maggior ragione quando queste siano causa di gravi fattori di rischio per la vita dei pazienti. Se a ciò si aggiunge il fatto che in tutti questi mesi i referenti con cui i commissari si sono rapportati sono in gran parte gli stessi che per anni hanno gestito l&#8217;Asp e che le nomine finora effettuate, in molti casi, non hanno rispecchiato requisiti di merito, il quadro è davvero desolante&#8221;.<br />
&#8220;Chissà se il Ministero dell&#8217;Interno &#8211; conclude il parlamentare &#8211; nel prorogare di ulteriori sei mesi l&#8217;incarico ai tre commissari avrà tenuto conto delle carenze e delle inefficienze che ancora persistono, ma soprattutto se si è chiesto quali risultati sono stati prodotti nella direzione di debellare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose all&#8217;interno della sanità vibonese&#8221;.</p>
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		<title>’NDRANGHETA/ PAX MAFIOSA ROTTA PER APPALTI PUBBLICI</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 13:00:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una pax mafiosa cercata negli anni, ma non sempre trovata per lo scontro tra cosche per alcuni appalti pubblici come l&#8217;ammodernamento dell&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria negli anni scorsi e, più recentemente, per quelli della stazione ferroviaria di Paola. E&#8217; lo spaccato che emerge dall&#8217;inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri di Cosenza e del Ros che stamani ha portato a 63 arresti, tra vertici e gregari, accusati anche di una serie di delitti commessi tra il &#8217;79 ed il 2008.<br />
All&#8217;indagine hanno collaborato anche alcuni boss della &#8216;ndrangheta cosentina, quali Giuliano Serpa, capo dell&#8217;omonima cosca di Paola, Francesco Bevilacqua, capo della cosca degli Zingari di Cosenza, Francesco Pino, reggente dell&#8217;omonima cosca di Cosenza, Francesco Modio, dei Lanzino di Cosenza.<br />
Ad avviare il progetto di pacificazione, sul finire degli anni &#8217;90, secondo le indagini, e&#8217; stata la cosca Lanzino &#8211; Cicero, facente capo ai boss storici Gianfranco Ruà e Francesco Perna. L&#8217;obiettivo era costituire una &#8220;locale&#8221; con competenza provinciale, composta da più &#8216;ndrine attive sul territorio, per accentrare la gestione degli interessi sulla realizzazione di alcune opere pubbliche, superando le conflittualita&#8217; interne, anche attraverso l&#8217;eliminazione dei soggetti che si opponevano.<br />
Eliminati i dissidenti, fra i quali Vittorio Marchio, Marcello Calvano, Francesco Bruni e Antonio Sena, i Lanzino-Cicero indicarono come referenti, sulla costa tirrenica, Mario Scofano a Paola, Sergio Carbone a San Lucido, Tommaso Gentile e Pasqualino Besaldo ad Amantea, stabilendo un&#8217;alleanza con i Muto di Cetraro. Si è formata così una nuova compagine allargata con gli Scofano, i Martello i Serpa ed i La Rosa. I proventi illeciti confluivano in una cassa comune, detta &#8220;bacinella&#8221;.<br />
Il nuovo assetto provocò lo scontro con il nascente gruppo degli Imbroinise, il cui capo, Salvatore, fu ucciso il 13 marzo 2000. La cosca capeggiata da Mario Scofano assunse così la gestione di tutte le attività illecite. Ma nuovi attriti si verificarono ben presto tra Scofano e Giuliano Serpa, superati con una sorta di tregua armata. Un nuovo scontro ben più profondo si verificò il 19 dicembre 2002 con il tentato omicidio, a Paola, di Giancarlo Gravina, legato a Giuliano Serpa, ad opera della cosca Scofano-Martello-La Rosa-Ditto. Ne nacque un violento conflitto tra la stessa consorteria e i Serpa che nel frattempo si erano alleati con i Bruni di Cosenza, con Francesco Tundis di Fuscaldo e Pasqualino Besalto di Amantea che portò a quattro delitti ed a due tentati omicidi.<br />
Le perdite subite sia per lo scontro che per gli arresti, portò a nuovi assetti tra le cosche; all&#8217;omicidio di Stefano Mannarino, ucciso a Paola il 25 ottobre 2008; al ruolo centrale di Mario Serpa che, dalla semilibertà, riprese il controllo.<br />
Tra gli omicidi su cui è stata fatta luce ce ne sono anche due &#8220;storici&#8221;, quello di Giovanni Serpa, ucciso a Paola l&#8217;11 settembre 1979 durante la prima guerra di mafia, e quello di Alfredo Sirufo, ucciso a Paola il 17 dicembre 1993, nell&#8217;ambito di una faida sorta all&#8217;interno della cosca Serpa.</p>
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		<title>Cosenza, appalti e guerra di mafia: 58 arresti, 250 indagati</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 04:30:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alternavano periodi di tregua ad altri di scontri feroci per la bramosia di alcuni di mettere le mani sugli appalti pubblici migliori. E&#8217; per questo che la provincia di Cosenza è stata funestata da varie guerre di mafia che in 30 anni, dal 1979 al 2008, hanno provocato decine e decine di morti. Adesso, per una decina di quei delitti, la Dda di Catanzaro, grazie al lavoro dei carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e del Ros, ha fatto chiarezza individuando mandanti ed esecutori.<br />
All&#8217;alba, 500 carabinieri, supportati da elicotteri ed unità cinofile, sono entrati in azione nel cosentino, ma anche in altre regioni, per eseguire 63 ordinanze di custodia cautelare contro capi e gregari di sette tra le cosche più potenti operanti nel capoluogo e sulla fascia tirrenica, ma con interessi in varie regioni. Complessivamente gli indagati sono 250. Sequestrati anche beni per 15 milioni. Solo cinque sono sfuggiti alla cattura: uno, Ettore Lanzino, è latitante da tempo; due sono irreperibili; un altro, Franco Sangineto, è morto per cause naturali tre giorni fa; mentre il quinto, Luca Bruni, è scomparso all&#8217;inizio dell&#8217;anno e gli investigatori temono si tratti di un caso di &#8220;lupara bianca&#8221;.<br />
Gli inquirenti sono certi di avere fatto definitivamente luce su 12 omicidi, tra i quali quello di Antonio Maiorano, un operaio forestale di 49 anni, ucciso il 21 luglio 2004 a Paola per errore, perché scambiato per un boss, e tre tentati omicidi. Gli arrestati sono accusati anche, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione ed usura.<br />
Ma gli investigatori non intendono fermarsi. Vogliono anche vederci chiaro sulle infiltrazioni delle cosche negli appalti per importanti lavori pubblici che, agli inizi degli anni &#8217;90 hanno riguardato, per esempio, l&#8217;ammodernamento dell&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria e, più recentemente, la stazione ferroviaria di Paola, sul Tirreno cosentino. E proprio uno scontro su chi dovesse riscuotere la tangente sui lavori per la stazione è stato all&#8217;origine di uno degli ultimi delitti presi in esame dagli investigatori.<br />
Per chiarire alcuni aspetti emersi dalle indagini, i magistrati della Dda, già dalle prossime ore, cominceranno a sentire amministratori pubblici locali, che non sono indagati, per avere un quadro più definito della vicenda.<br />
Grazie ad anni di intercettazioni telefoniche ed ambientali, alle dichiarazioni delle vittime e di alcuni boss che hanno deciso di collaborare, quali Giuliano Serpa, Francesco Bevilacqua, Franco Pino e Francesco Modio, i carabinieri sono partiti dalla prima guerra di mafia, durata circa un decennio, tra la cosca Pino-Sena e Africano-Gentile, per passare a quello che successe alla fine degli anni &#8217;90, quando le cosche cosentine si dettero una nuova organizzazione per azzerare la conflittualita&#8217;, anche con l&#8217;eliminazione dei &#8220;dissidenti&#8221; ed una ripartizione dei territori con la designazione dei &#8220;capi zona&#8221;. Un progetto criminale finalizzato all&#8217;illecito arricchimento attraverso vari delitti tra i quali le estorsioni che hanno coinvolto anche la pubblica amministrazione. Il ricavato doveva finire in una unica cassa, la &#8220;bacinella&#8221;. Un progetto, tuttavia, che non sempre ha garantito la pax mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2012/03/carabinieri-arrestoPP.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-37263" title="carabinieri-arrestoPP" src="/wp-content/uploads/2012/03/carabinieri-arrestoPP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><strong><span style="color: #ff0000;">SEQUESTRATI BAR E LIDI BALNEARI</span></strong><br />
Otto imprese sono state sequestrate, insieme a beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di 15 milioni di euro, nel corso dell&#8217;operazione condotta dai carabinieri nel cosentino.<br />
In particolare, i carabinieri hanno sequestrato un&#8217;impresa di affittacamere a Paola, la società cooperativa Semas, il bar tavola calda &#8220;La Rinascente&#8221;, l&#8217;impresa di installazione di impianti idrici e termici Clima Planet System, la società che gestisce lidi balneari Pro Toru e le rispettive concessioni demaniali, una ditta per i commercio ambulante di ceramiche, oggetti in plastica e souvenir, una ditta attualmente inattiva operante nello stesso settore, e l&#8217;impresa N.S. che si occpua del commercio all&#8217;ingrosso di articoli sportivi, abbigliamento e accessori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">PM: RIAFFERMATA PRESENZA DELLO STATO</span></strong><br />
&#8221;Il messaggio che vogliamo lanciare è quello di una riaffermata presenza dello Stato in un&#8217;area dove segni visibili dello Stato erano assenti da troppo tempo&#8221;. A dirlo è stato il procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, durante la conferenza stampa per illustrare i dettagli dell&#8217;operazione contro le cosche del cosentino.<br />
Complimentandosi con i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e del Ros, Borrelli ha poi sostenuto che &#8220;é quasi inutile dal momento che è il livello qualitativo è tale che certi risultati sono scontati&#8221;.<br />
Il magistrato, infine, è tornato a denunciare il disagio degli uffici giudiziari di Catanzaro. &#8220;Non abbiamo &#8211; ha detto &#8211; nemmeno la carta per stampare le ordinanze. In ufficio sono rimasti solo pochi pacchi. Non sono ancora stati trasferiti i fondi statali e questo sta creando gravi problemi&#8221;.<br />
Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo ha dato merito al pm Eugenio Facciolla &#8220;di aver saputo ricostruire con pazienza e sapienza il quadro storico e l&#8217;evoluzione delle cosche. La cosca in principio era una sola, poi si è scissa. Le consorterie hanno vissuto momenti di pace per controllare il territorio. L&#8217;ultimo omicidio è stato causato da una discussione su chi dovesse riscuotere la tangente per i lavori nella stazione ferroviaria di Paola&#8221;.<br />
&#8220;Un aspetto di particolare interesse emerso nelle indagini &#8211; ha sottolineato il vicecomandante del Ros, gen. Mario Parente &#8211; é la posizione di assoluta rilevanza ricoperta da una donna, Nella Serpa, al&#8217;interno dell&#8217;omonima cosca di Paola. Altre donne figurano tra i destinatari del provvedimento, ma in questo caso, come documentato dalle intercettazioni degli affiliati e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, si trattava di una vera e propria reggenza del sodalizio, con l&#8217;assunzione anche di decisioni in ordine ad omicidi da commettere&#8221;.<br />
&#8220;Quella di oggi &#8211; ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, col. Francesco Ferace &#8211; è un&#8217;operazione importante, a partire dai numeri dei soggetti coinvolti: 250 tra gregari e affiliati a sette consorterie operanti sul tirreno cosentino e nel capoluogo, tra cui 58 arrestati. Le indagini sono iniziate nel 1999 dopo un omicidio. Le investigazioni hanno iniziato a tessere la tela del ragno ricostruendo gli assetti delle consorterie operanti in provincia&#8221;.</p>
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		<title>GIUSTIZIA/ SCOPELLITI, BRUNO E BEVILACQUA: NON CHIUDERE UFFICI CALABRESI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 18:15:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti &#8211; informa una nota dell&#8217;ufficio stampa della Giunta regionale &#8211; ed i senatori Franco Bruno e Francesco Bevilacqua hanno illustrato, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme, le iniziative per evitare la &#8230; <a href="/index.php/2012/02/13/giustizia-scopelliti-bruno-e-bevilacqua-non-chiudere-uffici-calabresi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti &#8211; informa una nota dell&#8217;ufficio stampa della Giunta regionale &#8211; ed i senatori Franco Bruno e Francesco Bevilacqua hanno illustrato, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme, le iniziative per evitare la soppressione degli uffici giudiziari calabresi, in particolare 60 uffici dei giudici di pace.<br />
All&#8217;appuntamento con i giornalisti avrebbe dovuto partecipare anche il senatore Luigi De Sena, rimasto a Roma per sopravvenuti impegni, che ha fatto sapere di sposare appieno l&#8217;iniziativa.<br />
I senatori a breve incontreranno il Ministro della Giustizia, Paola Severini, per manifestare la contrarietà e le pesanti ripercussioni in Calabria in caso di chiusura degli uffici.<br />
Scopelliti, dopo aver ringraziato i parlamentari per il coinvolgimento, ha sottolineato che &#8220;su alcuni temi non ci si può dividere. Così come tutti assieme abbiamo rappresentato le difficoltà sui trasporti ed i collegamenti al Ministro Passera, anche in questo caso la battaglia la dobbiamo fare uniti, è un segnale di fondamentale importanza. Abbiamo invitato il Ministro competente a guardare con attenzione alle esigenze della realtà calabrese, in un momento in cui conosciamo molto bene le necessità dei tagli. Tra le ipotesi che abbiamo preso in considerazione anche il ricorso all&#8217;art. 116 della Costituzione, così come riformato nel 2001 (che dà la possibilità di concedere alle Regioni che ne facciano richiesta ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia). Si tratta di un tema importante che sta creando non poche difficoltà nei nostri territori, ecco perché ho colto con spirito propositivo questa opportunità di coinvolgimento&#8221;.<br />
I senatori Bruno e Bevilacqua hanno contestato i criteri utilizzati per la revisione degli uffici giudiziari. Criteri che non tengono in considerazione, hanno detto, il tasso di criminalità ed il deficit infrastrutturale della Calabria, nonostante siano espressamente previsti dalla legge delega.</p>
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		<title>SCOPELLITI INDAGATO/ Gasparri: l&#8217;avviso di garanzia è un atto dovuto</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 16:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Esprimo pieno sostegno e convinta fiducia nell&#8217;operato di Peppe Scopelliti&#8221;. Lo afferma in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. &#8220;Da sindaco di Reggio &#8211; aggiunge &#8211; ed ancor più oggi da presidente della Calabria ha saputo &#8230; <a href="/index.php/2011/10/19/scopelliti-indagato-gasparri-lavviso-di-garanzia-e-un-atto-dovuto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Esprimo pieno sostegno e convinta fiducia nell&#8217;operato di Peppe Scopelliti&#8221;. Lo afferma in una nota il presidente dei senatori del Pdl, <span style="color: #ff0000;">Maurizio Gasparri</span>.<br />
&#8220;Da sindaco di Reggio &#8211; aggiunge &#8211; ed ancor più oggi da presidente della Calabria ha saputo dimostrare nei fatti capacità operativa nel dare ad una terra a lungo martoriata un presente di legalità e di sviluppo. Agendo sempre con tenacia e trasparenza. L&#8217;avviso di garanzia che lo ha raggiunto per una vicenda risalente a quando era alla guida del comune di Reggio è un atto dovuto&#8221;.</p>
<div id="attachment_20577" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><a href="/wp-content/uploads/2011/10/gasparri-maurizio-Q.jpeg"><img class="size-full wp-image-20577" title="gasparri-maurizio-Q" src="/wp-content/uploads/2011/10/gasparri-maurizio-Q-e1319041515485.jpeg" alt="" width="280" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Maurizio Gasparri</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;D&#8217;altra parte lo stesso Scopelliti &#8211; conclude Gasparri &#8211; ne ha dato notizia alla stampa, nella massima trasparenza che da sempre lo caratterizza. Sono convinto che saprà chiarire quanto prima la sua posizione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Al Presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti esprimo la mia più totale solidarietà personale e del Pdl Calabrese&#8221;. Lo afferma in una nota il sottosegretario all&#8217;Economia e Finanze e vice coordinatore vicario del Pdl calabrese, Sen. <span style="color: #ff0000;">Antonio Gentile</span>.<br />
&#8220;L&#8217;avviso di garanzia &#8211; aggiunge &#8211; che oggi gli è stato notificato è solo un atto dovuto, rispetto all&#8217;indagine sul caso Fallara. Sono certo che Scopelliti distintosi per correttezza e competenza politica chiarirà la sua posizione e dimostrerà la sua più totale estraneità alla vicenda&#8221;.<br />
&#8220;Scopelliti &#8211; prosegue Gentile &#8211; in quest&#8217;anno e mezzo di legislatura regionale si è contraddistinto per una politica di rigore e di risanamento proprio nel settore della Sanità, pertanto questa vicenda non interromperà il lungo e difficile lavoro che lo attende per risanare una Regione come la Calabria afflitta da antichi problemi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Esprimo al presidente Scopelliti la mia affettuosa solidarietà nella convinzione che saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati&#8221;. E&#8217; quanto ha dichiarato l&#8217;assessore regionale alla Cultura <span style="color: #ff0000;">Mario Caligiuri</span>, commentando l&#8217;avviso di garanzia destinato al Governatore della Calabria per attività risalenti a quando era sindaco di Reggio.<br />
&#8220;Il primo cittadino &#8211; prosegue Caligiuri &#8211; può facilmente diventare il responsabile di tutto ciò che accade nei comuni.<br />
Esiste però la chiara suddivisione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, con le relative incombenze, contabili e penali. Peraltro in un comune di duecentomila abitanti, come quello di Reggio Calabria, come può un sindaco essere responsabile di tutti gli atti amministrativi, compresi quelli di esclusiva pertinenza dei dirigenti?&#8221;.<br />
&#8220;Sono certo &#8211; ha concluso Caligiuri &#8211; che il presidente Scopelliti non perderà la sua serenità, continuando a lavorare nell&#8217;interesse della Calabria per un profondo cambiamento sociale, sempre più necessario&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Esprimiamo piena fiducia e solidarietà al presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, certi della sua trasparenza e correttezza, da ex sindaco di Reggio Calabria, qualità personali a noi note e che il Governatore saprà chiarire e dimostrare con celerità rispetto alla magistratura inquirente&#8221;. Lo affermano, in una nota congiunta, il deputato Giovanni Dima, ed i senatori<span style="color: #ff0000;"> Francesco Bevilacqua</span> e <span style="color: #ff0000;">Dorina Bianchi</span>.<br />
&#8220;Allo stesso tempo &#8211; proseguono &#8211; cogliamo l&#8217;occasione per censurare, nel metodo e nei contenuti, talune dichiarazioni, fatte da esponenti del Pd, imbevute di un giustizialismo mediocre e distruttivo, che credevamo avesse già fatto da tempo il suo tempo, in Italia e soprattutto in Calabria. Siamo fiduciosi, anche in questa occasione, nel lavoro della magistratura e, soprattutto, nella certezza del diritto. Allo stesso tempo non nutriamo il benché minimo dubbio sulle qualità morali e politiche di Scopelliti, oggi Presidente della Giunta e ieri Primo Cittadino, persona capace, determinata, coerente e animata da una passione civile e riformatrice che sarebbe difficile mettere in discussione. Siamo certi che il Presidente saprà fornire, in tempi celeri, tutti i necessari chiarimenti in merito ad una vicenda, estranea alla più complessiva ed esemplare esperienza amministrativa del governo della Città dello Stretto, momento importante e qualificante per l&#8217;intera classe dirigente meridionale, per nulla inficiato da una normale indagine sull&#8217;apparato burocratico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Esprimo sincera vicinanza al Presidente Scopelliti destinatario, in qualità di ex Sindaco della città di Reggio Calabria, di un informazione di garanzia che, da come egli stesso ha responsabilmente comunicato, pare poggiare su presunte irregolarità di carattere amministrativo, tecnico e contabile&#8221;. E&#8217; quanto afferma il consigliere regionale del Pdl <span style="color: #ff0000;">Mario Magno</span>, presidente della quinta Commissione Riforme e Decentramento. &#8220;A Peppe Scopelliti &#8211; aggiunge &#8211; alle sue doti umane e politiche, sono ascrivibili importanti obiettivi raggiunti nel segno della crescita sociale ed economica di Reggio Calabria nel corso della quale si è dovuto districare, con successo, in numerosi e pesanti ostacoli. Alla piena ed incondizionata fiducia nell&#8217;operato della Magistratura, unisco la certezza che il Presidente Scopelliti, che proprio nei giorni scorsi ha fortemente incoraggiato l&#8217;approvazione del progetto di legge sulla tracciabilità e trasparenza degli atti amministrativi della Regione, saprà agevolmente dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati e moltiplicare gli sforzi che sta profondendo nell&#8217;opera di rinnovamento e riscatto sociale della nostra terra&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il presidente Scopelliti al momento è l&#8217;unico vero padrone della verità che si cela dietro questo delicato momento dell&#8217;indagine avviata dalla procura di Reggio Calabria. Ecco perché ritengo che il giovane Governatore debba essere chiaro prima con i suoi cittadini e poi con i magistrati&#8221;. Lo afferma <span style="color: #ff0000;">Michele Filippelli</span>, presidente di &#8220;Difendiamo la Libertà&#8220;. &#8220;Dica chiaramente &#8211; prosegue &#8211; che lui nulla c&#8217;entra con tutti questi addebiti e tutte queste gravi accuse. Dica chiaramente che i conti al Comune sono in regola o almeno lo sono stati fino a quando lui ha amministrato in qualità di sindaco. Dica chiaramente che tutte le feste estive sono state organizzate con somme di denaro disponibili in eccesso e che quindi tali esborsi non costituivano un onere aggiunto ad eventuali conti già in rosso. Non voglio e non posso immaginare che nulla di quanto emerso dalle indagini in corso possa riferirsi al vero. Lo faccia tempestivamente, ancor prima che il dubbio vada ad inficiare la buona fede dei suoi elettori. Scopelliti rappresenta il simbolo del cambiamento, del rinnovamento, della lealtà, della trasparenza e della lotta alla &#8216;ndrangheta. Tutto questo io pensavo quando e&#8217; stato sostenuto dal movimento &#8216;Difendiamoci da Agazio Loiero&#8217; e tutto questo oggi voglio continuare a credere&#8221;.</p>
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